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Il TdO adotta varie
tecniche teatrali, ma le principali sono:
il Teatro Immagine, il Teatro Forum
e il Teatro Invisibile |
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Il Teatro Immagine |
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lavora sulle immagini
corporee reali ed ideali del gruppo, riferite ad un
problema e cerca i passaggi concreti da una all’altra.
Lavorando in Europa Boal si è reso subito conto
che il tipo d’oppressione non poteva essere lo
stesso che in America Latina, così ha inventato
le tecniche del Flic dans la tête. L’ipotesi
di base è che in Europa l’oppressione è
nascosta, è piuttosto dentro di noi nella nostra
testa, sotto forma di divieti ed inibizioni varie e
paure. Queste tecniche mirano a riconoscere il poliziotto
dentro di noi.
In particolare questo tipo di teatro permette di confrontare
opinioni e concezioni diverse su un dato tema, saltando
l’ambiguità della parola; analizza il passaggio
dal reale all’ideale e prepara ad ulteriori sviluppi
(T. Forum,T. Invisibile ..) |
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Il Teatro Forum |
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| richiede l’intervento
della parola, si passa quindi ad una drammatizzazione,
una volta individuato il tema da sviluppare, che mostri
l’oppressione con tutte le sue dinamiche. Dopo
si chiederà l’intervento del pubblico,
grazie alla figura del jolly che farà da tramite,
che aiuti e dia, attraverso l’interpretazione
del personaggio che subisce l’oppressione, una
chiave di volta per uscirne. |
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Il Teatro Invisibile |
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viene fatto in modo
che gli spettatori non sappiano di essere tali, coinvolgendoli,
in tematiche maggiormente sentite, ad intervenire nello
spettacolo attraverso provocazioni fatte di rappresentazioni
manifeste del reale occulto.
Se le prime due possono essere attuate in teatri o in
luoghi chiusi deputati, la terza deve essere necessariamente
realizzata nelle strade, piazze, bus, metropolitane,
treni o qualunque altro luogo torni utile. |
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inoltre.... |
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Il TdO presenta anche
altre tecniche con le quali presentare e discutere varie
tematiche e conflitti e che si possono utilizzare all’interno
della preparazione verso i tre tipi di tecniche prima
esposte, ad esempio:
Il Teatro giornale, Il Teatro feuilleton, il Teatro
mito , Il Teatro processo ed altre |
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A conclusione mi preme
dire che il TdO è molto più semplice
farlo che parlarne. Nessun contadino peruviano o argentino,
con cui Boal ha lavorato, è in grado di teorizzarne
i contenuti, però è in grado di farlo.
La modalità è semplice: vuoi conoscerti
meglio e tirare fuori le tue paure? Comincia a capire
che le tue sono quella anche degli altri e insieme
si può trovare una nuova possibilità
di essere, manifestando (drammatizzandole) le proprie.
Ognuno di noi è in grado di recitare se stesso,
se non erro la facciamo tutti i giorni.
Il Teatro dell’Oppresso è un metodo
teatrale creato negli anni ’60 da Augusto Boal,
direttore e regista del Teatro Arena di San Paolo
di Brasile. Sviluppatosi in America latina si è
poi diffuso in Europa e nel mondo. Il metodo usa il
teatro come linguaggio, come mezzo di conoscenza e
trasformazione della realtà interiore, relazionale
e sociale.
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“Per
comprendere la ‘Poetica dell’Oppresso’
bisogna tener presente il suo principale obiettivo:
trasformare il pubblico ‘spettatore’, oggetto
passivo nel fenomeno teatrale, in soggetto, attore capace
di modificare l’azione drammatica.”
(A. Boal “Teatro degli Oppressi, Milano, 1977).
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La prima preoccupazione di Boal è quindi
trasformare lo spettatore in soggetto che partecipa
all’azione drammatica, e per l’attuazione
di questo si deve passare da un’ottica che predilige
il fare teatro a quella che ci consente di essere
teatro.
Un’altra ipotesi di base della poetica dell’Oppresso
è che il corpo pensa, cioè una concezione
dell’essere umano come globalità, nella
sua essenza di mente/corpo/emozione, dove l’apprendimento/cambiamento
vede coinvolti tutti e tre gli aspetti, in stretta
relazione. In questa direzione il TdO si muove tra
teatro vero e proprio, educazione, terapia, intervento
sociale e politica. Fulcro del lavoro è l’analisi
e trasformazione delle situazioni oppressive, di disagio,
conflittuali, della nostra vita.
CONOSCERE, QUINDI LA NOSTRA REALTÀ PER POTERLA
TRASFORMARE SUPERANDO I CONFLITTI.
Il TdO adotta varie tecniche teatrali, ma le principali
sono: il Teatro Immagine, Il Teatro Forum e il Teatro
Invisibile.
Il Teatro Immagine lavora sulle immagini corporee
reali ed ideali del gruppo, riferite ad un problema
e cerca i passaggi concreti da una all’altra.
Lavorando in Europa Boal si è reso subito conto
che il tipo d’oppressione non poteva essere
lo stesso che in America Latina, così ha inventato
le tecniche del Flic dans la tête. L’ipotesi
di base è che in Europa l’oppressione
è nascosta, è piuttosto dentro di noi
nella nostra testa, sotto forma di divieti ed inibizioni
varie e paure. Queste tecniche mirano a riconoscere
il poliziotto dentro di noi.
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