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| A questo punto è bene
sottolineare alcuni aspetti del metodo: |
- Il TdO non dà soluzioni
ma stimola il pubblico a trovarne di proprie. La
convinzione è che il mutamento non può
venire imposto o suggerito dall’esterno, ma
deve trovare all’interno di noi gli strumenti
della propria liberazione.
- Il TdO è un metodo non
concluso, uno strumento che va continuamente verificato.
Tutte le tecniche che fanno il corpo dei giochi-esercizi
sono in evoluzione continua e modificabili da chi
li usa, per adattarli meglio agli scopi. Per es.
le regole di un gioco, sono solo pretesti per cominciarlo,
non limiti fissi.
- Il TdO mette in moto sia processi
di pensiero che emozioni e comportamenti, cercando
di stimolarli sinergicamente. Per questo motivo
assume un ruolo centrale una sorta di “pensiero
per immagini” (paragonabile per certi versi
ai processi analogici della parte destra del cervello,
al freudiano processo primario, agli insight della
Gestalt, ai processi creativi ecc.) Durante lo svolgimento
della seduta, le tecniche impiegate mirano a stimolare
la rottura del pensiero logico-verbale, che opera
in sequenza, linearmente, per attivare un pensiero
per immagini, intuitivo, che coglie relazioni insospettate,
in connessione coi processi emozionali-simbolici
profondi. Il TdO in questo senso è più
paragonabile a un brainstorming che a una pacata
e razionale discussione.
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