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Titolo : DON GIOVANNI SOGNO O BISOGNO ? di Anna Ventura tratto dalla Rivista Marea n.02/2006

 

 


Don Giovanni entra nella storia letteraria mondiale grazie alla fama che Mozart insieme a Lorenzo Da Ponte gli hanno dato con il loro capolavoro. Si è cercato da sempre l’uomo che ha potuto dare vita a questa leggenda. In questa sede se è esistito o meno un Don Giovanni non interessa, ma la sua leggenda sì e per modello mi piace prendere proprio il celebre Don Giovanni mozartiano. Il personaggio principale è da tutti conosciuto come un libertino, colui che fa dell’eros il suo stile di vita, che va fuori da tutte le norme morali, un egoista-egocentrico. Intorno a lui ruotano dei personaggi che si oppongono alla sua maniera d’intendere la vita. Masetto e Zerlina, sono senz’altro la personificazione dell’Ingenuità, lei circuita e lui gabbato proprio appena sposati. I personaggi di Donna Elvira (amante respinta) Donna Anna (circuita anche lei), Don Ottavio (pronto a difendere l’onore di quest’ultima che gli si promette), sono la Norma, la Morale che non può plaudire alle conquiste del Nostro. Infine c’è la Statua (del padre morto in duello di Donna Anna) che simboleggia la Punizione, la Legge. Il motivo della statua veleggia per tutto il Cinquecento nei letterari europei e in tutte le opere dove si fa appiglio a questo particolare Deus ex machina, appare sempre per punire colui che sfida le leggi della Morale; e lo punisce con l’incubo peggiore: facendo leva sulla paura arcaica del divoramento (Don Giovanni viene divorato insieme alla Statua che lo accompagna, dalla terra).

Don Giovanni, come appartenente alla leggenda, all’essere senza norma, all’insolito è la Creatività che da sempre ha la sua sede preferenziale nel Sogno. Semplificando Don Giovanni è la Creatività e il Sogno. Gli stessi sposini (Masetto e Zerlina), che rappresentano l’Ingenuità, sono più vicini al mondo di Don Giovanni rispetto a quello che simboleggiano gli altri personaggi. Il racconto quindi pone il confronto tra il Sogno/Creatività da una parte e la Norma/Morale/Legge dall’altra. Nella narrazione, si sa, trionfa la parte istituzionale, ma forse noi possiamo trovare un’altra strada, un altro modo di guardare al nostro “eroe”. Infatti, il Sogno e la Creatività appartengono alla sfera personale, nascono dall’Intimo e sono perciò sempre profondi.

Quando riesco a far emergere qualcosa che è nel mio Intimo ed appartiene al mio personale, trovo difficile che si possa trattare di qualcosa di superficiale. Quello che segua la via dall’interno all’esterno, costa sempre molta fatica e a volte anche sofferenza. Di contro la Norma, la Morale e la Legge hanno a che fare con il Razionale il Sociale e il Superficiale (nel senso etimologico del termine e non valutativo). A questo aggiungiamo che l’Intimo, il Profondo svela l’essenza del nostro essere che appartiene al Desiderio.

Noi viviamo nel Desiderio e da questo prendiamo-apprendiamo gli stimoli buoni/non buoni per condurre la nostra esistenza. Ovviamente la sfera Razionale e Sociale che abbiamo identificato con la Norma/Legge, esiste per negare il Desiderio, in modo da tenere in Superficie, appunto, non il desiderio personale, ma quello Sociale, che in realtà è il desiderio di autoalimentazione della Morale. Da sempre, per cultura, la sfera del Personale appartiene alle Donne, mentre la sfera Sociale è identificata con il maschile. Don Giovanni appartiene quindi all’universo femminile, è sostanzialmente un personaggio femmineo, non stupisce allora il suo essere seduttivo (caratteristica culturalmente femminile). Mi spingerò ancora oltre affermando che in fondo non è Don Giovanni ad avere molte donne, ma sono molte donne ad avere Don Giovanni. Le donne cercano e trovano in lui la realizzazione del Desiderio, la Profondità dell’Intimo, la potenza della Creatività.

Don Giovanni è il loro Bisogno di credere al Desiderio come forma di vita, come essenza dell’anima.
In tutto questo chi ha dimenticato Leporello? Il fedele(?) servitore? Leporello subisce il fascino dei due modi di essere, è il fanciullo in cammino che subisce il fascino del Sogno, del Creativo ma nello stesso tempo viene spaventato dal mondo Adulto, dalla Morale, dalla Norma che ne castra i Desideri proibiti. Vorrebbe, ma non si può! Perché ci potrebbe sempre essere una statua a ricreare le temute fantasie dell’essere divorati.

 

Anna Ventura