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Titolo : IN NOME DEL PADRE : ANNA FREUD di Anna Ventura tratto dalla Rivista Marea n.01/2004

 

 

Anna nasce nella famiglia Freud ultima di 6 figli, non particolarmente attesa (dirà lei stessa che non sarebbe venuta al mondo se i genitori avessero avuto un mezzo contraccettivo) e femmina, mentre Freud si augurava un “Wilhelm” in onore del suo amico Fliess. La madre, Martha, sfiancata dalle gravidanze – 5 in sei anni – rinuncia ad allattarla e non le si affiancherà nemmeno una balia. Fin da piccola Anna dovette rinunciare al rapporto fusionale con la madre, appesa al suo essere “non” attesa e “non” maschio. Supplirà a questo facendosi figlia di suo padre come Minerva di Giove.


La marginalità di Martha nella vita sia di Anna che di Sigmund si intuisce da alcuni particolari: nello studio di “Herr Professor” si contano molte fotografie di donne amiche-pazienti che ruotano intorno alla casa, anche quella di un pastore tedesco – il cane di Anna- ma nessuna di “Frau Professor”; Martha è l’unica ad amare la musica in una casa che si presenta senza grammofono, in quanto Freud considera quest’arte “una distrazione importuna”; inoltre non ha una particolare simpatia per i cani in una famiglia che ne avrà sempre, anche dopo la morte di Freud. Martha si autorelegherà (o verrà relegata?) in una posizione molto vicina a quella di una governante con il “privilegio” di dormire nel letto del “padrone” e portarne il cognome.


Anna assolve i suoi studi per l’insegnamento, ma i suoi sogni sono altrove, i suoi principali interessi volgono verso l’attività paterna, Così, pur lavorando come insegnate , inizia a frequentare le lezioni paterne e intraprende l’analisi didattica con il padre. Molti addetti ai lavori oggi storcerebbero il naso, ma agli albori della psicoanalisi questo non rappresentava un fatto raro (Jung ha analizzato la moglie e Melanine Klein ha utilizzati l’analisi del figlio per una sua relazione scientifica); senza contare che per Anna non vi era nessuna scelta che potesse privilegiare, professionalmente ed emotivamente – rispetto al padre. In questo periodo il rapporto con Freud si rafforza di quell’intimità che si stabilisce tra padre terapeuta, depositario delle confidenze e figlia paziente che apre il suo mondo interiore. Anna si lega così al padre da divenire la sua amica,collega, infermiera e nume tutelare. A suggello di questo rapporto si stabilisce tra i due un patto: Anna, al tempo 19enne, non dovrà sposarsi per almeno 5 anni. Anna sarà fedele al patto per tutta la vita!


L’interesse professionale di Anna è rivolto soprattutto ai bambini e i suoi scritti sull’analisi infantile sono ancora oggi un caposaldo della disciplina, il suo capolavoro sarà 2L’Io e i meccanismi di difesa” scritto nel 1936.
Nella grande casa di Vienna, Anna aveva posizionato la sua camera vicino allo studio paterno. Paula Fichtl, la governante di tutta una vita in casa Freud, così la descrive: “la stanza della Fraülein Professor è fredda: in secretaire, uno schedario, uno scaffale pieno di libri, una scrivania e un’acquaforte che ritrae il padre con uno sguardo severo.”
Nella vita di Anna entra una solida presenza femminile: Dorothy Burlingham-Tiffany. La donna porta i suoi figli in analisi da Anna e va lei stessa in seduta da Freud. Dorothy sarà la compagna di vita di Anna con tanto di assenso del genitore che dirà “Sono felice che Anna abbia trovato Dorothy. Ora la so in buone mani!” Freud che aveva allontanato un pretendente di Anna, accetta di buon grado l’amante-amica della figlia. Dal canto suo Anna si affannerà a smentire sempre ogni riferimento ad un suo rapporto omosessuale.


Nel 1938, con Sigmund ormai divorato dal male che, un anno dopo, lo porterà alla morte, la famiglia si trasferisce a Londra a causa dei noti motivi della persecuzione razziale. Qui Anna insieme a Dorothy fonderà l’Hampstead Nurseries per i bambini orfani o nati in guerra, che in seguito si trasformerà nell’Hampstead Clinic per la terapia infantile. Nella casa di Londra è situato lo studio per le sue terapie private, durante le quali pare che Anna lavorasse al telaio. In una di queste sedute ebbe di fronte una delle donne più ammirate e più infelici del tempo: Marylin Monroe.
In seguito alla morte del padre Anna sarà l’indiscussa sacerdotessa delle sue teorie e affonderà di spada con chiunque vorrà differenziarsi (nota la querelle con Melanine Klein), veglierà sulla corrispondenza paterna e sarà vestale della sua vita privata. Si rifiutò di dare il suo consenso per un film che Hollywood voleva realizzare su Freud, con la sceneggiatura di Sartre e Montgomery Cliff protagonista con la Monroe.


Nello stesso tempo, dopo la morte del padre, qualcosa cambia per lei, e dato che del suo mondo interiore sappiamo poco, possiamo però intuire qualcosa, sempre attraverso le parole di Paula Fichtl. La camera di Anna a Londra è piena di merletti, animaletti di peluche, molto distante dal francescanesimo spartano della camera di Vienna. Forse Anna recupera un’infanzia al femminile poco vissuta? Questo è uno dei tanti interrogativi che sorgono riguardo Anna Freud, un altro è come mai Anna che vive la sua maturità in una Londra dove le lotte di emancipazione femminile e i vagiti di un protofemminismo iniziano ad avere richiami molto forti, si disinteressa della materia come se la cosa non la riguardasse o le provocasse fastidio? Inoltre sappiamo che nella clinica di Hampstead le donne che vi lavorano debbono avere almeno due dei tre requisiti richiesti: essere intelligenti, ebree e lesbiche; come mai Anna, che si circondava di donne ed aveva il consenso del padre per la sua relazione ed essendo una pioniera dell’attività femminile in campo psicoanalitico, si affanna a smentire la vera natura del suo rapporto con Dorothy? Ed ultimo, mio personale, chi sarebbe stata Fraülei Freud se fosse stata libera di essere solo Anna?

Anna Ventura

Bibliografia: Simona Argentieri: Anna Freud, la figlia in Psicoanalisi al femminile a cura di Silvia Vegetti Finzi, La Terza 1992
Detlef Berthelsen: Vita quotidiana in casa Freud, Garzanti, 1990

Box
Anna Freud nasce il 3 dicembre 1895 a Vienna, figlia di Sigmund e Martha Freud. Vive a Vienna fino al 1938 dove lavora dapprima come insegnate e in seguito come psicoanalista infantile. Nel periodo viennese scrive “Quattro conferenze sull’analisi infantile” (1926), Quattro conferenze di psicoanalisi per insegnanti e genitori (1930), “L’Io e i meccanismi di difesa” (1936). Nel 1938 si trasferisce a Londra dove fonda l’Hampstead Child Therapy Corse and Clinic. Nel 1939 muore Sigmund. Anna muore l’8 ottobre 1982 a Londra.