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Anna nasce nella famiglia Freud ultima
di 6 figli, non particolarmente attesa (dirà
lei stessa che non sarebbe venuta al mondo se i genitori
avessero avuto un mezzo contraccettivo) e femmina,
mentre Freud si augurava un “Wilhelm”
in onore del suo amico Fliess. La madre, Martha, sfiancata
dalle gravidanze – 5 in sei anni – rinuncia
ad allattarla e non le si affiancherà nemmeno
una balia. Fin da piccola Anna dovette rinunciare
al rapporto fusionale con la madre, appesa al suo
essere “non” attesa e “non”
maschio. Supplirà a questo facendosi figlia
di suo padre come Minerva di Giove.
La marginalità di Martha nella vita sia di
Anna che di Sigmund si intuisce da alcuni particolari:
nello studio di “Herr Professor” si contano
molte fotografie di donne amiche-pazienti che ruotano
intorno alla casa, anche quella di un pastore tedesco
– il cane di Anna- ma nessuna di “Frau
Professor”; Martha è l’unica ad
amare la musica in una casa che si presenta senza
grammofono, in quanto Freud considera quest’arte
“una distrazione importuna”; inoltre non
ha una particolare simpatia per i cani in una famiglia
che ne avrà sempre, anche dopo la morte di
Freud. Martha si autorelegherà (o verrà
relegata?) in una posizione molto vicina a quella
di una governante con il “privilegio”
di dormire nel letto del “padrone” e portarne
il cognome.
Anna assolve i suoi studi per l’insegnamento,
ma i suoi sogni sono altrove, i suoi principali interessi
volgono verso l’attività paterna, Così,
pur lavorando come insegnate , inizia a frequentare
le lezioni paterne e intraprende l’analisi didattica
con il padre. Molti addetti ai lavori oggi storcerebbero
il naso, ma agli albori della psicoanalisi questo
non rappresentava un fatto raro (Jung ha analizzato
la moglie e Melanine Klein ha utilizzati l’analisi
del figlio per una sua relazione scientifica); senza
contare che per Anna non vi era nessuna scelta che
potesse privilegiare, professionalmente ed emotivamente
– rispetto al padre. In questo periodo il rapporto
con Freud si rafforza di quell’intimità
che si stabilisce tra padre terapeuta, depositario
delle confidenze e figlia paziente che apre il suo
mondo interiore. Anna si lega così al padre
da divenire la sua amica,collega, infermiera e nume
tutelare. A suggello di questo rapporto si stabilisce
tra i due un patto: Anna, al tempo 19enne, non dovrà
sposarsi per almeno 5 anni. Anna sarà fedele
al patto per tutta la vita!
L’interesse professionale di Anna è rivolto
soprattutto ai bambini e i suoi scritti sull’analisi
infantile sono ancora oggi un caposaldo della disciplina,
il suo capolavoro sarà 2L’Io e i meccanismi
di difesa” scritto nel 1936.
Nella grande casa di Vienna, Anna aveva posizionato
la sua camera vicino allo studio paterno. Paula Fichtl,
la governante di tutta una vita in casa Freud, così
la descrive: “la stanza della Fraülein
Professor è fredda: in secretaire, uno schedario,
uno scaffale pieno di libri, una scrivania e un’acquaforte
che ritrae il padre con uno sguardo severo.”
Nella vita di Anna entra una solida presenza femminile:
Dorothy Burlingham-Tiffany. La donna porta i suoi
figli in analisi da Anna e va lei stessa in seduta
da Freud. Dorothy sarà la compagna di vita
di Anna con tanto di assenso del genitore che dirà
“Sono felice che Anna abbia trovato Dorothy.
Ora la so in buone mani!” Freud che aveva allontanato
un pretendente di Anna, accetta di buon grado l’amante-amica
della figlia. Dal canto suo Anna si affannerà
a smentire sempre ogni riferimento ad un suo rapporto
omosessuale.
Nel 1938, con Sigmund ormai divorato dal male che,
un anno dopo, lo porterà alla morte, la famiglia
si trasferisce a Londra a causa dei noti motivi della
persecuzione razziale. Qui Anna insieme a Dorothy
fonderà l’Hampstead Nurseries per i bambini
orfani o nati in guerra, che in seguito si trasformerà
nell’Hampstead Clinic per la terapia infantile.
Nella casa di Londra è situato lo studio per
le sue terapie private, durante le quali pare che
Anna lavorasse al telaio. In una di queste sedute
ebbe di fronte una delle donne più ammirate
e più infelici del tempo: Marylin Monroe.
In seguito alla morte del padre Anna sarà l’indiscussa
sacerdotessa delle sue teorie e affonderà di
spada con chiunque vorrà differenziarsi (nota
la querelle con Melanine Klein), veglierà sulla
corrispondenza paterna e sarà vestale della
sua vita privata. Si rifiutò di dare il suo
consenso per un film che Hollywood voleva realizzare
su Freud, con la sceneggiatura di Sartre e Montgomery
Cliff protagonista con la Monroe.
Nello stesso tempo, dopo la morte del padre, qualcosa
cambia per lei, e dato che del suo mondo interiore
sappiamo poco, possiamo però intuire qualcosa,
sempre attraverso le parole di Paula Fichtl. La camera
di Anna a Londra è piena di merletti, animaletti
di peluche, molto distante dal francescanesimo spartano
della camera di Vienna. Forse Anna recupera un’infanzia
al femminile poco vissuta? Questo è uno dei
tanti interrogativi che sorgono riguardo Anna Freud,
un altro è come mai Anna che vive la sua maturità
in una Londra dove le lotte di emancipazione femminile
e i vagiti di un protofemminismo iniziano ad avere
richiami molto forti, si disinteressa della materia
come se la cosa non la riguardasse o le provocasse
fastidio? Inoltre sappiamo che nella clinica di Hampstead
le donne che vi lavorano debbono avere almeno due
dei tre requisiti richiesti: essere intelligenti,
ebree e lesbiche; come mai Anna, che si circondava
di donne ed aveva il consenso del padre per la sua
relazione ed essendo una pioniera dell’attività
femminile in campo psicoanalitico, si affanna a smentire
la vera natura del suo rapporto con Dorothy? Ed ultimo,
mio personale, chi sarebbe stata Fraülei Freud
se fosse stata libera di essere solo Anna?
Anna Ventura
Bibliografia: Simona Argentieri: Anna Freud, la figlia
in Psicoanalisi al femminile a cura di Silvia Vegetti
Finzi, La Terza 1992
Detlef Berthelsen: Vita quotidiana in casa Freud,
Garzanti, 1990
Box
Anna Freud nasce il 3 dicembre 1895 a Vienna, figlia
di Sigmund e Martha Freud. Vive a Vienna fino al 1938
dove lavora dapprima come insegnate e in seguito come
psicoanalista infantile. Nel periodo viennese scrive
“Quattro conferenze sull’analisi infantile”
(1926), Quattro conferenze di psicoanalisi per insegnanti
e genitori (1930), “L’Io e i meccanismi
di difesa” (1936). Nel 1938 si trasferisce a
Londra dove fonda l’Hampstead Child Therapy
Corse and Clinic. Nel 1939 muore Sigmund. Anna muore
l’8 ottobre 1982 a Londra.
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